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  • Settembre 1, 2025
  • SaleScience Team

La crisi silenziosa delle reti commerciali: perché il benessere dei venditori è la nuova frontiera della performance

Le reti commerciali stanno vivendo una crisi silenziosa, fatta di stress, isolamento e crescente difficoltà nel mantenere equilibrio tra risultati e benessere personale. La ricerca condotta da SaleScience e presentata al Sales Summit del 30 gennaio 2025 a Bologna ha interrotto per la prima volta questo silenzio, offrendo la prima ricerca italiana sul benessere delle reti commerciali.

Lo studio, condotto su un campione di 575 professionisti della vendita, analizza la relazione tra Eudaimonic Workplace Well-being, performance, turnover intention, emotional exhaustion e learning orientation, confermando come il benessere non sia solo una condizione auspicabile ma un driver strategico di performance sostenibile, di riduzione del turnover e dell’emotional exhaustion, ed evidenziando al tempo stesso come la learning orientation rappresenti un fattore protettivo del benessere.

L’articolo non si limita a presentare i risultati della ricerca, ma affronta anche le questioni ancora aperte emerse e propone alcune leve per trasformare questo benessere silenzioso in una voce consapevole di sviluppo organizzativo, fondata su inclusione, formazione continua e prevenzione.

La ricerca

Il tema del benessere è affrontato in tanti ambiti del management, ma come evidenziato nel Global Workplace Report (2025), il livello wellbeing dei collaboratori è sempre di più una priorità se si considera che solo il 21% dei lavoratori globali si sente coinvolto nelle attività aziendali e il 50% sta cercando un nuovo impiego. 

La situazione delle reti commerciali può risultare ancora più complessa perché operano in un contesto altamente competitivo, dove i professionisti della vendita sperimentano pressioni, isolamento, rifiuti e stress legato anche alle tecnologie (technostress) (Good et al., 2024). 

In questo senso nelle reti si sta consumando una crisi silenziosa: i professionisti della vendita riportano livelli crescenti di stress e rischio burnout. Il fenomeno si inserisce in un quadro globale già complesso.  Secondo Sales Health Alliance (2024), l’82% dei venditori si sente stressato o altamente stressato, il 70% soffre di affaticamento cronico, il 69% ammette difficoltà legate al sonno e un altro 70% segnala un impatto negativo del lavoro sulla propria salute.

Ma quale impatto ha il livello di benessere dei professionisti della vendita nelle performance commerciali e nella gestione delle reti?

Per fornire una risposta la letteratura manageriale ci permette di distinguere due concetti di benessere. Quello edonistico (Hedonic wellbeing), legato alla soddisfazione, al piacere e al comfort, e quello eudaimonico (Eudaimonic wellbeing), che si fonda sul significato e sullo scopo che le persone attribuiscono al lavoro e sulla qualità delle relazioni che vivono (Ryan e Deci, 2001). È questa seconda dimensione che può essere particolarmente rilevante nelle reti commerciali, dove il senso di appartenenza e la motivazione possono pesare anche sulle performance di lungo periodo (Dugan et al,. 2023).

In questo contesto si colloca lo studio presentato al Sales Summit di Bologna e discusso anche a livello internazionale (The happy seller: How job satisfaction bridges life happiness and sales success. 19th International Conference of the AGBRP, Dubai). La ricerca ha coinvolto 575 tra professionisti della vendita (reti dirette ed indirette), con l’obiettivo di misurare i livelli di Eudaimonic Workplace Well-being e valutarne l’impatto su fatturati e intenzione di cambiare lavoro. La ricerca ha inoltre misurato variabili: le performance commerciale (risultati raggiunti), la turnover intention (propensione a lasciare l’azienda), l’emotional exhaustion (sentirsi sopraffatti e svuotati dal proprio lavoro) e la learning orientation del venditore (propensione ad apprendere).

I risultati

I dati restituiscono un quadro critico: il 41% dei professionisti della vendita lavora oltre 50 ore a settimana; il 29% dichiara livelli medio-bassi di benessere, quota che sale al 41% nei giovani; il 32% mostra un’intenzione medio-alta di lasciare l’azienda, con picchi del 60% nelle fasi iniziali di carriera; il 21% segnala livelli elevati di emotional exhaustion.

Lo studio, inoltre, conferma quanto emerso anche in contesti internazionali ovvero una relazione positiva tra benessere lavorativo e performance commerciali: la ricerca mostra che all’aumentare del benessere crescono i risultati commerciali. 

Al contrario una forte correlazione negativa è riscontrata fra livello di benessere euaimonico e turnover intention (considera di cambiare lavoro entro l’anno successivo) pertanto all’aumentare del benessere lavorativo diminuisce la volontà di lasciare l’attuale azienda.

Infine, alti livelli di emotional exhaustion fanno fortemente diminuire il relativo benessere generale lavorativo, mentre un forte orientamento del venditore all’apprendimento (learning orientation) lo accresce, probabilmente perché rafforza il senso di scopo.

I nodi critici da affrontare restano significativi. Il divario tra aspettative e pratiche aziendali resta ampio: quasi la metà dei venditori giudica poco efficaci le iniziative di benessere esistenti, e molti non si sentono coinvolti nella loro progettazione. Eppure oltre la metà del campione si aspetta che le imprese aumentino gli investimenti nei prossimi anni. Per i manager significa trasformare iniziative episodiche in programmi strutturati e disegnarli insieme alla forza vendita per aumentarne adozione e credibilità.

Leve per il cambiamento

In definitiva dallo studio emerge che investire nel benessere delle figure commerciali non è solo giusto, ma è un vantaggio per il business. L’indagine conferma una relazione positiva tra benessere e performance: più alto è il benessere, migliori sono i risultati commerciali e minore la volontà di cambiare azienda. I risultati sembrano contro intuitivi rispetto ad un modello tradizionale che vede nella pressione tipica del modello “carrot e stick” il fattore chiave di successo di una rete. Al contrario si evidenzia che il contesto organizzativo gioca un ruolo cruciale: 

  • Per migliorare il benessere delle reti è necessario riscrivere le priorità e trasformare iniziative a volte episodiche in programmi strutturati e continuativi; significa affrontare il benessere come investimento nel favorire ambienti inclusivi e per sostenere i giovani talenti e prevenire il burnout.
  • Per migliorare il benessere è utile considerare la propensione ad apprendere (learning orientation) che è associata a maggior benessere e minore esaurimento emotivo. Questa è una variabile da considerare nella formazione continua che diventa così una leva strategica non solo perché capace di rafforzare le capacità professionali ma anche creare un contesto di benessere per la propria rete.
  • Infine, la stato di salute di una rete è anche una condizione indispensabile per attrarre e mantenere talenti commerciali; i commerciali nelle fasi early stage evidenziano le maggiori criticità e pertanto i programmi di onboarding e di coaching anche con uno sguardo al tema del benessere e del work-life balance rappresentano strumenti ideali per capitalizzare l’investimento nelle nuove risorse inserite in rete e prevenire l’abbandono.

Per approfondire

Presentazione della ricerca – Sales Summit (Bologna, 30 gennaio 2025).
Presentazione ufficiale della ricerca illustrata in anteprima al Sales Summit di Bologna.

📥 Scarica la presentazione completa (PDF)

Paper internazionale – 19th International Conference of the AGBRP (Dubai, 2025)
The Happy Seller: How Job Satisfaction Bridges Life Happiness and Sales Success.

📥 Consulta il paper

Articolo su Business People – “Il potere sottovalutato del benessere”
Pubblicato nella rubrica Sales Advisor, riprende i risultati della ricerca SaleScience e il dibattito aperto al Sales Summit.

📥 Leggi l’articolo completo su Business People

L’iniziativa si inserisce nel percorso di SaleScience volto a supportare l’evoluzione delle competenze commerciali in modo concreto, basato su evidenze scientifiche e in dialogo con il contesto europeo. Un ringraziamento speciale a tutti i partner e alle istituzioni che hanno reso possibile l’evento.

Per ulteriori informazioni o collaborazioni:
📩 segreteria@salescience.it

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